Balasso, il “cattivissimo” del teatro popolare «Non è tempo di buoni»

di Giuseppe Barbanti (La Nuova di Venezia – 27/10/2015)

VENEZIA

Un Natalino Balasso veramente a briglia sciolta, ha presentato ieri al Teatro Goldoni il suo primo spettacolo interpretato, scritto e diretto per un teatro pubblico, “La Cativissima. Epopea di Toni Sartana”. Una produzione del Teatro Stabile del Veneto che domani sera (ore 20.30), inaugura la Stagione di prosa 2015-2016. «Abbiamo scelto la sua proposta, che avrà un seguito in altre due produzioni, perché sul palco riesce a parlare di cose vere in maniera iperbolica mantenendo un vivissimo contatto con il mondo che ci circonda» ha detto Massimo Ongaro, direttore dello Stabile, mentre il presidente Angelo Tabaro ha tenuto a sottolineare che lo Stabile, divenuto Teatro Nazionale poco più di sei mesi fa, «inaugura questo suo nuovo percorso con la messa in scena di un autore veneto, attento a un territorio che può vantare i maggiori drammaturghi del teatro italiano». Balasso, dal canto suo, cita il grande Eduardo «L’unico modo per parlare oggi della tragedia del contemporaneo è la commedia» e sostiene che, si pianga o si rida, a teatro si parla delle nostre brutture. Baffi spioventi, capelli lunghi, il nome del protagonista preso a prestito dagli “eroi” dei film western degli Settanta, Balasso, che in scena veste i panni di Toni Sartana, confessa di essersi ispirato a “Ubu re”, ma di non seguire la vicenda narrata da Jarry. Un personaggio il suo, surreale e fuori dagli schemi, senza remore morali, totalmente ignaro di ciò che significa correttezza, che tradisce chiunque pur di raggiungere il suo scopo e il suo scopo si direbbe sconosciuto a lui stesso. «Nella nostra società nessuno si può più permettere il lusso di essere buono. Da qui l’aggettivo “cativissima” alla veneta che ho voluto inserire nel titolo» spiega Balasso «nemmeno il Papa può più essere buono, deve rassegnarsi. Al massimo può essere buonista». Balasso non ha remore. Se la piglia con chi critica la riforma dei teatri pubblici che aprirebbe la strada al teatro commerciale: «La vera prova è quella del pubblico, del come ci accoglierà. Per quanto mi riguarda, sarò molto contento se verranno in tanti a vederci» prosegue l’attore, autore e regista rispondendo a chi lo accusa di fare un teatro popolare «francamente non posso non chiedermi cosa ci sia di più commerciale di un signore che, come è accaduto in Italia, resti ai vertici di un teatro pubblico trent’anni. È questo passato che non si può spiegare». Balasso, che si è guadagnato la notorietà su internet con gli oltre 12 milioni di contatti in 11 anni della sua TeleBalasso, vuol portare il pubblico a teatro, sottraendolo ai teleschermi, ed è tutt’altro che tenero con le sponsorizzazioni di qualsiasi genere: «Non posso accettare che i miei testi siano preceduti o seguiti da spot che dicono l’esatto contrario di quello che cerco di far passare» prosegue «basta con il prendi i soldi e taci, sopportare questo significa leggere la libertà come facoltà di aggiungere un’ulteriore sbarra alla gabbia in cui siamo rinchiusi». La lingua è un altro tema che gli è caro: «Me lo conferma anche la lettura dei romanzi di Cammilleri: i dialetti arricchiscono la lingua, costruiscono incroci e incontri. La commedia è scritta in italiano, ma alcuni personaggi usano un linguaggio intriso di venetismi e pronunce locali». Affiancato da tre attrici in scena con lui, Silvia Piovan, Marta Dalla Via e Francesca Botti, ne elogia l’apporto creativo all’allestimento: «Gli attori non sono oggi considerati nell’organizzazione del teatro italiano per quello che meritano – prosegue – queste attrici, come pure Andrea Pennacchi e Stefano Scandaletti, sono in grado di scrivere testi, fare regie, dirigere se stesse e altri attori». Lo spettacolo resterà in scena al Teatro Goldoni fino a domenica per poi spostarsi al Verdi di Padova, dal 4 all’8 novembre. Il 10 sarà quindi al Teatro Comunale di Arzignano, il 14 e 15 al Teatro Accademico di Castelfranco e al Teatro Nuovo di Verona dal 17 al 21. Il 16 gennaio, invece, sarà al Teatro comunale di Belluno. Giovedì, al termine della replica pomeridiana (inizio ore 16) Natalino Balasso e gli altri interpreti incontreranno il pubblico.