Cambiare il soggetto

Il dibattito in atto è fuorviante. Tutto chiuso o tutto aperto non ha senso, tutti morti o tutti sani è un bivio falso. Non è questo il punto. Il punto è: siamo capaci di organizzare la vita in stato di disagio? Perché se non capiamo questo, non solo l’economia di questa nazione andrà in ginocchio ogni giorno di più, ma i disabili avranno (come adesso hanno) sempre problemi nella nostra società, le minoranze avranno problemi, chi soffre, gli anziani, avranno sempre problemi. Siamo capaci di organizzarci?

Quello che serve adesso non sono gli esperti di gestione del malcontento. Serve gente in grado di organizzare la sicurezza. Il dibattito sulle chiese è stupido (ma Dio non era dappertutto?), io credo tuttavia che le chiese potrebbero già operare utilizzando soprattutto gli spazi esterni, che i piccoli teatri potrebbero già aprire e così i piccoli cinema, che i grandi teatri, organizzandosi, potrebbero già operare (chiaramente, a regime ridotto) i cimiteri e così alcuni tipi di scuole. Organizzazione, tutto qui. Abbiamo chiuso tutto e favorito il contagio per non sapere organizzare la sicurezza soprattutto in ospedali e case di riposo, ora si tratta di organizzare una ripresa in sicurezza, si può persino aprire di più ed essere più sicuri. Il fatto non è “aprono loro perché noi no?” Il fatto è che non si può a questo punto aprire tutto e fare tutto, ma si può fare qualcosa e, anzi, molto di più organizzandosi.

Stiamo aprendo aziende che nemmeno sappiamo se si sono ben organizzate per la sicurezza sanitaria, stiamo rischiando di dover chiudere tutto a giugno. Ma stiamo anche andando avanti con date prestabilite e questo in campo sanitario ha poco senso, bisogna preparare e prepararsi. Ma se non partiamo dall’organizzazione del lavoro e delle persone sarà tutto inutile. Il virus se ne andrà fra poco, è destino che lo faccia, e noi crederemo che sarà stato merito nostro, ma, invece di perculare i tedeschi con questa nostra spocchia di chi vive male e se ne vanta pure, cerchiamo di copiare da loro, impariamo ad organizzarci. Le tante commissioni già aperte hanno bisogno di organizzatori seri e di specialisti di gestione delle misure. Ora non c’è bisogno di proclami, ma di proposte efficaci e (perché no?) anche fantasiose. Da realizzare tramite professionisti competenti. Servono organizzatori.