Ercole in Polesine, recensione

Il Gazzettino – 26 Marzo 2005
“Ercole in Polesine”, recensione
di: G.A. Cibotto

Ultimi eventi scenici (alla grande è il caso di aggiungere) della stagione. L’altra sera con l’esaurito di Natalino Balasso , che ha confermato il suo ruolo alla grande di “profeta in patria”, fra un paio di settimane con l’apparizione di Giuliana Musso, che interpreterà “Nati in casa”. Il particolare del gran concorso di pubblico va sottolineato, perchè conferma una novità da sottolineare, cioé che la prosa fino a ieri alquanto trascurata, sta diventando un motivo di richiamo in crescendo.
Non per niente accanto al crescendo del teatro maggiore, da Rovigo ad Adria, da Badia Polesine ad Occhiobello, a Porto Viro, dove il gran concorso di pubblico fa diventare il biglietto un qualcosa che lo spettatore deve procurarsi per tempo, sta diventando una sorpresa pure la nascita di sempre nuove formazioni amatoriali, talora di qualità. Al punto che forse non sarebbe male durante la stagione estiva, organizzare una rassegna degli spettacoli riusciti a fare colpo nel pubblico, sempre più frequenti.
Esaurito il preambolo, detto “inter nos” doveroso per vari motivi, non resta che passare in festosità al penultimo evento della stagione prossima alla chiusura di Occhiobello, dove ha fatto la sua apparizione con lo spettacolo intitolato “Ercole in Polesine. Il mito greco tra i fiumi della Val Padana” l’adriese Natalino Balasso , di recente protagonista, pure in sede letteraria con il romanzo intitolato “L’anno prossimo si sta a casa”, edito da Mondadori. Un’opera secondo gli esperti di cose letterarie costruita dall’insegna d’una vena ironica che rende godibile dall’inizio alla fine la vicenda, imperniata su un ferroviere in pensione ed una insegnante di lingua inglese, che partono per festeggiare le nozze d’argento. Evento che a Creta sembra ricevere un apporto imprevisto dall’incontro con una stupenda ragazza belga, che sembra foriero di sorprese all’insegna del divertimento, mentre accade esattamente il contrario.
Accennato alla sorpresa del narratore Balasso , del quale la critica non si è forse interessata come avrebbe dovuto, è tempo di dire qualcosa su “Ercole in Polesine”. Il mito greco tra i fumi della Val Padana” titolo che già da solo lascia intuire la sua angolatura polemica. Non per niente il pubblico si è divertito dall’inizio alla fine del lungo viaggio di Balasso , che sul filo di una ironia piena di risvolti polemici è passato dalle fatiche di Ercole alla realtà odierna, sempre sorretto da una abilità interpretativa di qualità.
Caldamente applaudita dai presenti che si sono divertiti alle sue invenzioni sul mito antico approdanti in riferimenti di ogni genere alla realtà odierna sul filo di una bravura interpretativa da grande attore. Non per niente secondo un noto intellettuale adriese Balasso sta arrivando al traguardo quasi impossibile di “profeta in patria”.