Funziona l’Arlecchino modernizzato di Binasco

di Massimo Delzoppo (Corriere di Novara * 22/11/2018)

RECENSIONE

Funziona questa versione destrutturata e modernizzata di “Arlecchino servitore di due padroni” di Carlo Goldoni con la regia di Valerio Binasco e protagonista Natalino Balasso. Lo spettacolo andato in scena al teatro Coccia di Novara ha inaugurato la stagione di prosa riscuotendo il gradimento del pubblico. Poteva essere un rischio un Arlecchino in abiti moderni, senza vestito costume a toppe colorate e la mascherina nera ma il pubblico novarese ha apprezzato. Lo stesso Carlo Goldoni non era contrario a modifiche e aggiunte come scriveva all’epoca: “In fatti fu questa mia commedia all’improvviso così ben eseguita da’ primi attori che la rappresentarono, che io me ne compiacqui moltissimo, e non ho dubbio a credere che meglio esse non l’abbiano all’improvviso adornata, di quello che possa aver fatto io scrivendola”. Ma avvertiva anche di non esagerare “prego però que’ tali che la parte del Truffaldino rappresenteranno, qualunque volta aggiungere del suo vi volessero, astenersi dalle parole sconce, da’ lazzi sporchi”. Eliminate le maschere della commedia dell’arte e anche in parte Strehler, la regia di Binasco sceglie la strada della Commedia all’italiana cinematografica, dove si ride ma con un fondo amaro. Non caso Goldoni volle sottolineare che “la commedia l’è stata inventada per corregger i vizj e metter in ridicolo i cattivi costumi”. La borghesia mercantile veneta dell’epoca goldoniana del 1745 e quella degli anni Sessanta del Novecento hanno diversi lati in comune. Il meccanismo teatrale della vicenda è perfetto, il pregio più importante della regia è forse quello di non aver messo la figura di Truffaldino -Arlecchino come punto di riferimento, ma di avere dato spazio anche agli altri personaggi facendoli non solo dei comprimari. Natalino Balasso è un Arlecchino misurato e dimesso, che mostra il lato umano del personaggio con i suoi lati positivi e negativi. Il dinamismo di Strehler, è abolito e non ci sono corse ed esibizioni ginniche alla Ferruccio Soleri. Gli attori che lo affiancano sono tutti bravi Fabrizio Contri, Marta Cortellazzo Wiel, Michele Di Mauro, Lucio De Francesco, Denis Fasolo, Elena Gigliati, Gianmaria Martini, Elisabetta Mazzullo, Ivan Zerbinotti. Tra musiche del compositore Arturo Annechino e canzoni del Quartetto Cetra, Elvis Presley e nel finale i Beatles, la storia scorre, diverte e mette in mostra capacità recitativa. C’è spazio anche per alcuni inserti “novaresi” con l’inclusione della paniscia nel menù della locanda e la battuta di stretta attualità satirica per le recenti polemiche comunali, pronunciata da Arlecchino che, guardando la bicicletta con cui è arrivata la serva Smeraldina (a Venezia…!?), chiede “se l’abbia legata al palo…”. Tanti applausi anche a luci ormai accese. Un buon inizio per la stagione novarese.