Irresistibile Balasso, perché la vita fa ridere anche quando è amara

L’ironia intelligente e tagliente del comico ha conquistato il pubblico del Ds_Play Brixia Forum

di Sara Polotti (Giornale di Brescia * 13/01/2019)

La comicità fine a se stessa non ha molto senso. E Natalino Balasso sembra saperlo benissimo: la sua ironia tagliente serve a qualcosa, parla a qualcuno, mostra verità nascoste in mezzo alle risate.
“Velodimaya” è andato in scena al Dis_Play Brixia Forum di Brescia, davanti ad un migliaio di spettatori che hanno apprezzato notevolmente il filosofeggiar ridendo del comico veneto visto spesso in tv, che da tempo ha scelto il teatro. “Velodimaya” (che replicherà a Breno al Cinema Teatro Giardino il prossimo 22 febbraio -biglietti a 25 euro disponibili su vivaticket.it ticketone.it) è del 2014, ma per quanto i tempi cambino repentinamente lo spettacolo continua ad essere efficace e attuale.

Realtà nascoste. Il monologo (scritto e interpretato da Balasso) nel corso di un’ora e mezza si modifica e cammina in direzioni diverse. Arriva, sul finale, a risultare parecchio amaro, ma sempre con il sorriso. Il titolo rimanda proprio a quel Velo di Maya teorizzato da Arthur Schopenhauer, quello dietro al quale si cela la realtà. Ma la realtà è effettivamente ciò che vediamo? Natalino Balasso cerca dunque di declinare le domande del filosofo inquadrandole nel qui e ora. La realtà oggi passa per forza attraverso i telegiornali, i social, la televisione, la radio. Ma chi stabilisce la realtà è il fruitore.

Raccontare il vero. Giacca, cravatta e panciotto, elegantissimo, Balasso ha snocciolato notizie vere prese dai giornali, con accento veneto marcatissimo e parole in inglese storditissime: la FIFA che vieta di riprendere le belle donne in tribuna, la casa svaligiata e il poveretto che trova la moglie a letto con il vicino nello stesso giorno, la chiusura dei negozi di cannabis light perché “la canapa fa male” (“ma a me mica interessa quella che fa bene, no?”)…Tutto questo per parlare di teatro e di vita, per mostrarne le assurdità, perché “la vita è un racconto. Viviamo in un sogno. Vediamo la realtà distorta”. E ne ha quindi per tutti: per il politically correct, per Colin Powell, per i genitori che organizzano ricevimenti iper pomposi per il battesimo dei pargoli, i titoli dei giornali, i ristoranti vegani, l’educazione cattolica, per Wile E. Coyote e Beep Beep, la burocrazia, come in un flusso di coscienza inarrestabile. “Ma secondo voi, Bin Laden l’hanno ucciso prima o dopo averlo ucciso? Perché non si è mica molto capito”: il nonsense è tutto racchiuso qui, nel presidente degli USA che guarda il filmato dell’agguato “come i canali tivù sportivi che ti fanno vedere la gente che guarda le partite perché non hanno i diritti tv”. La realtà è un racconto, e Natalino Balasso la smaschera sagacemente.