La “cativisìma” commedia di Natalino Balasso è troppo perfino per Rai5

di Andrea Giambartolomei (Il Fatto Quotidiano* 07/02/2016)

LO SPETTACOLO Epopea Veneta

“IN QUESTO SPETTACOLO ci sono un po’ troppe parolacce”, dice al pubblico il presidente del partito interpretato da Stefano Scandaletti. E’ la stessa cosa che hanno pensato in Rai quando hanno visto la registrazione de La cativìssima -Epopea di Toni Sartana, commedia satirica scritta e interpretata da Natalino Balasso e prodotta dal Teatro Stabile del Veneto. E cattivissima, questa commedia, lo è davvero. Sartana (Balasso) è il sindaco-sceriffo di Pontegara, comune della “Regione Serenissima”, e -spinto dalla moglie Lea (Francesca Botti)- mira a diventare “assessore ai sghei”, ai soldi, per farsi corrompere meglio dei predecessori.

C’è un problema, però, ed è il suo rivale, il ricco Benetti, ma viene ucciso grazie all’alleanza del sindaco con il capo ultras Bordin (Andrea Pennacchi). Questo sarà solo il primo degli omicidi che porterà Sartana a essere l’assessore unico della Serenissima: “La cosa pubblica è cosa nostra adesso”, dicelamoglieLea.

Tra parolacce, frasi blasfeme (il faccendiere al quale parla telefonicamente di donne e soldi si chiama don Bruno) e “macchina della palta” per far fuori i rivali, il sindaco di Pontegara scala le gerarchie, ma di mezzo si mettono la vedova di Bennati, Sabina (Silvia Piovan) e un’aiutante voltagabbana, Fiammetta (Marta Dalla Via).

L’ultima tappa della tournée sarà oggi pomeriggio alle Fonderie Limone di Moncalieri (Torino) e poi basta. Chi se lo è perso non potrà vederlo su RaiCinque. Da viale Mazzini, dopo avere mostrato interesse, hanno mandato una lettera a Balasso chiedendogli di cambiare un po’ di cose: “Hanno chiesto di eliminare il turpiloquio, ma i personaggi non possono non parlare così, le parolacce servono per rappresentarli”. Non solo. “Volevano che eliminassi due riferimenti alla Bibbia e al Vangelo e togliere la scena in cui Lea tocca il pacco a Bordin”. L’attore ha respinto le proposte al mittente: “Non posso permettere alla Rai di sindacare sul mio testo”. Finita la tournée, Balasso tornerà a lavorare sulla seconda parte dell’epopea: “Nel marzo 2017 porterò in scena Sartana, Lea e Bordin per rappresentare un’altra ascesa, questa volta imprenditoriale. Nel 2018 invece ci sarà l’ultima parte e sarà un’ascesa spirituale”. E saranno tutte “cativissime”.