La ricetta di Balasso per i malati di Schei

LENDINARA Il Polesine visto dall’attore che al Ballarin ha fatto il pienone con uno spettacolo “cattivissimo”

di Ilaria Bellucco (Il Gazzettino Rovigo * 12/11/2015)

“Il mio Toni Sartana racconta la cattiveria e il mondo occidentale. Il Polesine? Avrebbe elementi da valorizzare, c’è un clima culturale a cui ribellarsi, ma non sarà la Lega nord ad aiutarci”. Così parla Natalino Balasso dopo che il sipario si è chiuso su “La cativissima”, successo da tutto esaurito al teatro Ballarin di Lendinara. Balasso, nei panni di protagonista e regista, ha raccontato l’ascesa di Toni Sartana, sindaco di Pontegara che usa qualsiasi mezzo per diventare “assessore ai Schei” e assessore unico della Regione Serenessima, per poi “invadere” la vicina regione Furla. Con lui, Francesca Botti, Andrea Pennacchi, Stefano Scandaletti, Silvia Piovan e Marta Dalla Via, a dar vita a 25 diversi personaggi (tra cui il violento Bordin, capo degli ultrà del Rovigo e di “Dominanza rodigina”). Risate amare per la messa in scena di violenza, ricatto e clientelismo, declinando all’estremo l’amore per “schei” e potere.
“Mi viene sempre chiesto se ci sono riferimenti a politici locali. Ciascuno può leggervi ciò che vuole ma lo spettacolo in realtà è più universale, parla del mondo occidentale e della cattiveria”, dice Balasso. Con la politica locale ha avuto una sorta di confronto a distanza pochi mesi fa, quando ha criticato la decisione del sindaco di Rovigo Massimo Bergamin di armare i vigili rodigini e il primo cittadino l’ha invitato in municipio. “Bergamin l’ho conosciuto -dice- mi è sembrato una persona simpatica e fuori dagli schemi. Non abbiamo parlato di politica, solo di sciocchezze”. Per Balasso alcune realtà polesane meriterebbero più attenzione. “Le scenografie del nostro spettacolo realizzate dal Laboratorio del Teatro Sociale di Rovigo, ad esempio, artigianato che merita di essere messo in risalto. Inoltre ho visitato il Museo di Grandi fiumi, una piccola perla, ma come sempre in Polesine è difficile valorizzare quel che c’è”. Da dove partire?
“C’è un clima culturale a cui ribellarsi, ma come? Non sarà la Lega nord ad aiutarci, visto che grazie alla Lega i veneti stanno sui co…i a tutta l’Italia. Sfido la Lega a dire che non faccio più io per il Veneto più di quanto faccia il partito: io porto i miei spettacoli in tutta Italia e “rendo” simpatici i veneti, mentre il Carroccio riesce a far detestare i veneti in tutto lo stivale”.