La magia della poesia civile

Il Giorno – 08 Marzo 2008
La magia della poesia civile: Balasso fra le nebbie del Po è un cantastorie che incanta
di Luca Vido

La scena si apre sulla nebbia e i resti di una barca. Siamo su uno “scano”, un isolotto di terra che affiora nei mesi di magra sul Delta del Po. Oggetti d’uso comune, per un pescatore, sparsi qua e là. Senza ordine, ma con un ordine preciso. Tanto che se li sposti, il giorno dopo, ritornano al loro posto. Sull’isolotto un uomo, in acqua i pesci. L’uomo parla con i pesci. L’uomo parla di pesci. E di storie di pescatori, e non solo. Allora, negli anni Trenta, si andava, se il sogno era quello giusto, alla caccia dello storione. Un pesce d’oro, che poteva ripianare i debiti di una vita. Se lo pescavi, ma solo quando era venuto il sogno giusto. Oggi non è più tempo di sogni, oggi è il tempo del pesce siluro, vorace e onnivoro. Guidato, come molti umani dei nostri tempi, da due sole costanti, avidità e vigliaccheria, “che poi nascono dalla stessa paura, la paura di aprirsi agli altri”.
Quello che in questi giorni si può vedere, e sentire, al Crt di viale Alemagna, è un ispirato Natalino Balasso, che de “La tosa e lo storione” è, oltrechè interprete, anche autore e regista, e che prosegue lungo la sua strada monologando, da par suo, di genti e storie, di vita e morte, di storia e di quotidianità vissuta in quella terra “di confine” dove il fiume incontra il mare, e il cielo e la terra, spesso, sono uniti, fusi, da una coltre di nebbia da tagliare col coltello. E così, legate da un filo conduttore del quale è bene non svelare troppo per non togliere la “sorpresa” finale, si dipanano nuove e antiche storie, come la fucilazione del garibaldino Ciceruacchio, con tanto di tesoro sparito, e quella di un improbabile San Pietro che, al seguito di Gesù, girovagava tra i paesini del Delta del Po dispensando miracoli, e non solo. Sino a giungere proprio in quello “scano”. Ma Balasso, che giustamente alterna poesia, racconto e gag, non è solo in queste ultime vesti che convince. Non è solo, e non tanto, un comico. Anzi, è un ottimo attore. E un buono scrittore (da poco è uscito il suo secondo romanzo). E lo dimostra la storia centrale di questo “La tosa e lo storione”, quella ambientata negli anni Trenta, dalle tinte fosche (come il suo ultimo romanzo) e dalle molte letture. Anche qui non sveliamo. Ma è doveroso sottolineare come in questo lavoro Balasso si dimostri autore e attore compiuto, non improvvisato. Qui non si tratta di un collages di storie, brani o sketch assemblati (come spesso capita di vedere) alla bell’e meglio. No, si tratta di novanta minuti tutti da vedere, e ascoltare.