Meno male che Silvia c’è

Meno male che la liberazione di Silvia Romano ha attizzato gli schieramenti belanti degli opposti uguali, così almeno due o tre articoli che non parlino del virus li troviamo. La pessima notizia dell’assessorato all’identità siciliana alla Lega è angosciante, devo dire; non tanto per via del fatto che al sud ci sia la Lega, ma perché si senta l’esigenza di una stronzata colossale come l’assessorato all’identità: che serva qualcuno che vigili proprio su ciò che vorrei scongiurare e cioè sul fatto di essere identico a chi mi circonda, diomenescampicazzo!

Strano però che negli anni scorsi i giornali (che oggi esultano ogni volta che un paese che non si accoda al terrore mascherato ha un morto in più) non si siano buttati sugli allarmi dei nostri organismi sanitari che lamentavano che l’Italia è il primo paese in Europa per contagi ospedalieri. E così, ora le povere regioni del sud si trovano in mezzo a un pandemonio del tutto finto, visto che c’è stata una sola regione che ha rischiato il collasso, che è stata la Lombardia (che comunque ha costruito un apposito ospedale ora praticamente inutilizzato) ed è curioso che gli scienziatoni televisivi non abbiano mai trovato il tempo per dire che le altre tre regioni in cui c’è stato un importante disagio sanitario, sono tutte confinanti con la Lombardia. 24.000 morti in queste 4 regioni, 6.000 morti sparsi per il resto d’Italia.

I governi diranno di avere scongiurato la terza guerra mondiale, poi qualcuno guarderà quei numeri e dirà che forse non era così pazzo chi diceva che qua c’è qualcosa che non torna. Leggendo documenti che commentano i dati che l’istituto superiore di sanità sciorina con cautela, un po’ come le carte a poker, trovo che sebbene non siamo messi come la Spagna, che si trova da anni al collasso ospedaliero stagionale, con l’arrivo dell’inverno tuttavia i disturbi alle vie respiratorie aumentano di anno in anno, arrivando a provocare 43.000 morti l’anno scorso. Anche se non li hanno portati via i camion dell’esercito, 43.000 rimangono 43.000.

La conclusione purtroppo non l’abbiamo capita, e la conclusione è che invece di sfanculare la piccola Greta, forse sarebbe il caso di calare un colpo di mannaia sull’inquinamento atmosferico, che sta diventando il primo alleato di polmoniti influenzali e non  influenzali. Eh, sì, non serve un contagio per ammalarsi ai polmoni e il tabacco sta chiedendo una mano alle industrie inquinanti.

Facessimo questo e ci risparmiassimo la farsa delle mascherine nei parchi, forse vivremmo in un paese più sano. Con buona pace dei vaccinisti, degli antivaccinisti, dei guelfi e dei ghibellini.