Perché non voto

Diciamo che ci sono delle persone naufragate in un’isola. Hanno portato sull’isola vestiti e cibarie. Dopo un po’ cominciano ad organizzarsi. Prendono piede 3 posizioni.
La prima dice che bisogna cercare nuovi posti dove pescare per cercare cibo.
La seconda dice che bisogna conservare il cibo che hanno e razionare per quando avranno problemi di sopravvivenza.
La terza dice che non bisogna pensare a niente, mangiare e bere fin che ce n’è, divertirsi e non pensare in futuro.
Mettono ai voti regolarmente le tre posizioni, a volte vince la prima, a volte vince la seconda, a volte la terza. Quelli che hanno votato le posizioni perdenti continuano a pensare di avere ragione, anche se hanno perso, perciò remano contro, non collaborano, tentano di fare fallire la scelta vincente per dire che avevano ragione loro. E siccome nessuna posizione convince la maggioranza dei naufraghi, la vincente è sempre in minoranza.
E così si ripete ogni volta uno stucchevole giochetto, nel quale chi vince tenta di creare catene di comando favorevoli e non pensa ad altro che conservare posti chiave per i propri associati, mentre chi perde non pensa ad altro che a far fallire le cose per dimostrare che chi ha vinto ha torto.
Si continua a campare perché c’è sempre qualcuno che, a prescindere da chi vince, procura cibo, conserva cibo e organizza i divertimenti per tutti.
Se la gente non cambia realmente i propri comportamenti per migliorare le cose, votare partiti che non sono altro che gruppi vuoti, non cambia niente senza la collaborazione di tutti. Perciò, chi fa andare avanti le cose è chi continua a lavorare con coscienza, ad aiutare gli altri, chi non devasta, non rovina, non invade, non prevarica, a prescindere dal partito per cui vota o delle casacche che indossa.
Ecco perché non voto.
Fermo restando che difendo il diritto degli altri a votare e che, anzi, penso che il sistema democratico vada conservato a tutti i costi finché non si trova qualcosa di meglio.
C’è tutto un mare di persone che si dedica con coscienza a non rovinare il mondo in cui si trova. Questa gente fa andare avanti a fatica le cose; e non chi tifa per questo o quello senza mai impegnarsi in nient’altro che il proprio interesse o le proprie basse inclinazioni. Perché sono i comportamenti a fare la differenza, non la realtà virtuale delle appartenenze.