Post luglio 2019

In questo paese Sacco e Vanzetti non sarebbero stati giustiziati, sarebbero stati linciati prima del processo.
Quello che ho capito leggendo qua e là è che dei bambini di Bibbiano non gliene frega un cazzo a nessuno, potevano essere i netturbini di Ostia o i senzatetto di Vicenza, non cambia nulla nel grande show collettivo che si vive su questi schermi.
Appena qualcuno cerca di fare chiarezza in un senso o nell’altro (ma in teoria la chiarezza dovrebbe arrivare dai processi in cui si valutano le “prove”, che ormai in questo paese sono virgolettate per anni) subito viene inserito nella casella di quelli che stanno di qua o di quelli che stanno di là.
Il fatto che Di Battista abbia già annunciato che sta preparando un libro sulla vicenda (adesso? Perché non dopo il processo? Ha bisogno di soldi?) mi fa propendere per una verità stabilita a priori, ma questo è il meno.
In un paese in cui persino una cura diventa schieramento politico non c’è da aspettarsi molto di più che la solita farsa tra guelfi e ghibellini.
Il fatto che le menti illuminate della sinistra facciano battute sulla vicenda credo dimostri che non gliene frega granché di quei bambini e di quelle famiglie (parlo di quelle veramente danneggiate, ovviamente, non di quelle che si stanno attaccando al carro dell’indignazione) per arrivare a scherzarci su. Vi faccio solo una domanda, se il sindaco fosse stato del m5s, forse che il PD non ne avrebbe fatto una questione “politica”, anche se non c’entra nulla coi bambini e con i terapeuti? Non raccontiamoci balle.
Le menti illuminate della destra hanno spento la luce e preparano il sapone per la corda. Non parliamo dei coglioni dall’una e dall’altra parte, perché in questo paese di Pinocchio, tertium non datur. Se è vero che il m5s è salito sul carro della destra, tanto per cambiare, addirittura lavandosi le mani dei soldi che ha dato alla Onlus incriminata, e dicendo “Avete fatto i cattivi e vi ritiriamo il finanziamento”. Che sarebbe come se il sindaco del paese dicesse “Siete stati cattivi e non vi do più i locali per lavorare”. Pari e patta. Chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati col trattore va molto di moda nella politica contemporanea dello spot. C’è qualcosa che sfugge.
Qua non si tratta di minimizzare, ma nemmeno di drammatizzare, si tratta di un tema complesso e delicato, di cui nulla bisognerebbe dire se non si è sicuri, non per calcolo di partito o di schieramento, ma semplicemente per il rispetto che sarebbe dovuto alle famiglie oneste, ma anche ai terapeuti onesti, di cui ovviamente non frega un cazzo né da una sponda né dall’altra del fiume di nulla di cui è composto il pensiero contemporaneo. Un tema complesso e delicato finito sotto il rutto compressore del social post prandiale.

Aiutatemi perché, come al solito, posso leggere solo 5 minuti al giorno.
Dunque, da quello che ho capito, Carola Rakete ha mostrato le tette al procuratore; il viaggio sulla Luna era uno sbarco fantasma e l’astronauta che è rimasto sull’astronave era Kubrik; hanno fatto il riconteggio del debito e adesso lo stato deve 18 milioni alla Lega; e c’è un tizio che s’imbuca nei viaggi organizzati per farsi foto con gente famosa in Russia.

Il trota si difende dalle accuse, perché, dice, non è vero che ha pagato migliaia di euro di multe coi soldi della Lega. A sua discolpa porta le cartelle di equitalia. Le multe non sono mai state pagate. Benissmo! È come se un assassino si difendesse dall’accusa di un omicidio, con l’alibi che a quell’ora stava commettendo un altro omicidio.

Rita Levi Montalcini diceva che il razzismo si combatte con le armi della sapienza. A giudicare dalle ultime prove Invalsi, siamo disarmati.

Vedo che continua a far discutere il gruppo di persone (giovani) che a Pisa ha interrotto un concerto di Vinicio Capossela, per protestare contro il fatto che il biglietto era troppo alto.
Il tema è complesso, e cosa non lo è? Ma la prima cosa da dire è che protestare contro un’amministrazione perché decide di non offrire gratuitamente un concerto è ben misera cosa e in più è un gioco di rimessa: se il concerto non fosse stato di Capossela nessuno avrebbe parlato della protesta. Devo dire che mi ricorda quando, negli anni ‘70, i soliti partiti stavano in sella e i giovani protestavano contro De Gregori e Carlos Santana. Probabilmente quei giovani oggi votano Lega, ma questo è un altro discorso.
Ma quei giovani hanno ragione? Credo di sì. Escludere quelli con meno soldi dall’accesso agli eventi culturali non è mai buona cosa.
Cos’è un concerto gratuito? Al di là delle considerazioni artistiche (i concerti gratuiti hanno un pubblico più casuale, i concerti a pagamento hanno un pubblico interessato al concerto) l’amministrazione può decidere di offrire spettacoli alla popolazione, è un modo per ingraziarsi i cittadini, certo, ma è anche pratica molto antica. La parola “liturgia” che oggi usiamo in contesti religiosi, è una parola greca che implica tutti gli obblighi delle famiglie “ricche”, tra questi obblighi c’era anche quello di produrre spettacoli teatrali.
Certo, voi direte, uno spettacolo di fuochi d’artificio, nella sua pochezza, costa come un concerto celebre; ma il bello dei fuochi d’artificio è che non puoi bendare quelli che non hanno pagato così che non possano vedere il cielo. È meglio un concerto? È meglio parcheggio gratuito per una settimana? È meglio piantare alberi, mettere decorazioni natalizie? Cosa è meglio? O, per meglio dire, cosa è tenuto a fare un Comune?
Che i comuni siano stati defraudati di fondi a favore delle Regioni, istituzioni centraliste che, da quando sono state istituite negli anni ‘70, hanno cominciato a funzionare come tanti piccoli stati succhiando soldi alle casse centrali, è cosa nota. I comuni hanno sempre meno soldi e il problema è come impegnare i pochi soldi, su cosa risparmiare e su cosa investire. Le scelte sono opinabili, ma non è comprensibile la polemica di chi dice “L’arte va pagata”, perché non è che, se fosse gratuito, il concerto non verrebbe pagato! La differenza è che senza biglietto lo pagano anche quelli che non vanno a vedere il concerto, col biglietto lo pagano (in parte) quelli che lo vanno a vedere.
Io preferirei però che un comune non investisse negli spettacoli degli artisti famosi ma investisse in spettacoli molto meno costosi, di artisti giovani e sconosciuti, di talenti locali che non emergerebbero senza un po’ d’aiuto. È ovvio che ciò prevede che ci sia nel comune gente capace e preparata, che sappia riconoscere un talento (resta il fatto che senza soldi non trovi neanche i “segugi”) e prevede anche un pubblico diverso e nuovo, un cittadino curioso verso l’arte, che non pretenda di rivedere ciò che ha già visto in tv o di riascoltare ciò che ha sentito alla radio, un cittadino cosciente, che non pretende che l’amministrazione pensi al posto suo.
Un’amministrazione leghista che chiama Vinicio Capossela come evento pubblico, per quanto a pagamento, è cosa bizzarra e ammirevole.
C’è una soluzione che definirei la “soluzione sud”, la sagra di paese, dedicata a un qualche santo o a una qualche madonna, nella quale il gruppo degli organizzatori passa di casa in casa a raccogliere soldi. A volte, con questo sistema, pagando in nero, si riesce a metter su concerti di tutto rispetto.
Una cosa però mi sento di dirla: non s’interrompe un concerto! Cazzo! Sarebbe come interrompere un parto per protestare contro l’ospedale!

Sì, ammetto che questa cosa dei navigator somiglia in modo spaventoso alla cassa del mezzogiorno, ma almeno è qualcosa, è un’idea, è uno sforzo. Purtroppo siamo a questo, premiamo l’impegno. A chi si era illuso risulterà chiaro che i soldi dei cittadini, perché non è che quei 3000 posti di lavoro li paga qualcun altro, non si possono spendere ad oltranza, che bisogna saper fare di conto e rinunciare a molto. Ora credo che siamo ad un livello di consumismo tale che la differenza non è più in cosa si spende, ma a chi portiamo via qualcosa per darla ad altri. E in queste scelte si può intuire una linea, se esiste, una linea di pensiero. Ora, da un lato ci sono i navigator, dite quello che volete, dite che è poco, ma è qualcosa. Potrebbe essere fuffa, ma non è il nulla. Dall’altra c’è un tizio che dice che è giusto che i ricchi paghino meno tasse. Sono le due facce della medaglia di questo governo, la cosa che hanno in comune è l’arroganza (e forse è una linea rossa che parte da Craxi e arriva all’oggi), ma non inganniamoci, non sono la stessa cosa. Anche se mi sembra chiaro che gli italiani preferiscano il nulla alla fuffa. C’era un altro grande tema, che era l’ecologia, e qui invece i 5s hanno fallito su tutti i fronti, dall’Ilva ai fanghi tossici nei campi; meno male che c’è l’Europa, così almeno non saremo obbligati a urlare di no ogni volta che il barista ci mette una cazzo di cannuccia di plastica nel bicchiere senza nemmeno chiederla. La grave colpa è anche non voler investire sulla scuola al sud. Non capire che lo stato d’ignoranza, che è una bestemmia nel 2019, in cui versano le scuole meridionali è il più favorevole terreno per il proliferare dei fenomeni mafiosi. Come non capire che è da lì che bisogna partire per rilanciare il mezzogiorno e non con politiche assistenzialiste di stampo democristiano?
A chi conviene una bassa scolarizzazione? Pensateci e avrete i carnefici della cultura in Italia.

Vedo molti articoli che mettono luce, una luce definitiva, a quanto pare, sul caso dei minori affidati. Leggo persino un articolo di Selvaggia Lucarelli che parla di un “caso zero” degli anni ‘90 che vede coinvolti gli stessi operatori del recente caso di Reggio Emilia, come si trattasse di un virus degli psicologi.
Leggo anche i commenti di molti che parlano di torturare, buttare via la chiave, dar fuoco a tali persone. Peccato che si tratti degli stessi commentatori che, ogni volta che leggono notizie di abusi su minori, dicono le stesse cose dei genitori, prima del processo e senza saper niente del caso in questione. Leggo anche una certa non velata messa in discussione della Regione Emilia Romagna tutta, che rimane comunque la regione col miglior sistema sanitario d’Italia, ma tant’è, di fronte a certe cose, aboliamo l’Emilia Romagna.
Al di là delle notizie distorte (una macchina che stimola elettricamente, usata normalmente, viene spacciata per un apparecchio per l’elettroshock…) la questione è delicatissima e le sentenze dei social non sono la miglior cosa. Il centro di Moncalieri che oggi è sotto accusa era considerata un’ottima cosa un po’ da tutti in realtà (recentemente, anche il M5s aveva donato soldi, tra le altre, anche a questa associazione, considerandola un’eccellenza), dunque era difficile immaginare reati come quelli in ipotesi.
Le male persone esistono, di questo dobbiamo prendere atto, ma capire da che parte sta il torto in questi casi è molto difficile. Se avete sospetti di abuso su minori, cosa fate? Sospetti non comprovati da prove scientifiche, ma solo comportamenti strani, cosa fate? La prassi è quella di chiamare esperti psicologi i quali, parlando coi bambini, cercano di capire se vi siano comportamenti scorretti da parte dei genitori. Questo è quello che si fa sempre, anche quando gli abusi esistono realmente, è difficile trovare un altro modo. Molti casi di reale abuso, sono stati scoperti proprio grazie al lavoro degli psicologi. E non è facile, ad esempio per i maestri delle elementari, capire se un bambino usa un certo linguaggio perché in casa ci sono certe pratiche o semplicemente perché ha visto un porno su internet.
Gli psicologi possono sbagliare, o addirittura, agire in malafede? Certo. I bambini possono essere influenzati dagli adulti nei loro racconti? Certo. Possono raccontare bugie? Certo. Se voi dite che siete in grado di capire quando un minore mente perché influenzato da uno dei genitori o dagli psicologi, bene, fatevi avanti, non si aspetta altro perché questo è un tema delicatissimo.
Ma ciò che non si dice in tutto questo bailamme in cui si sparano giudizi un po’ a casaccio (la Lucarelli scrive che nel vecchio caso di Biella ci fu un accorato appello di Vittorio Sgarbi, ma questo cosa significa di per sé?) è che in moltissimi casi e forse sono la maggioranza, a denunciare famiglie che abusano dei figli, è un ex coniuge; in moltissimi casi si è nel bel mezzo di una separazione.
Le indagini dovrebbero essere accurate ma a volte succede persino che si passa sopra anche a particolari eclatanti. Un mio amico fu accusato dalla ex moglie di abusi sui figli, i quali raccontarono che, in uno scantinato, lui e i suoi amici, tenevano delle donne dentro delle gabbie appese al soffitto; fu fatto un sopralluogo in quel posto, e risultò evidente che il soffitto era troppo basso perché ci potessero essere gabbie appese con dentro persone in piedi. Eppure il magistrato concluse che i figli non mentivano. Quell’uomo si fece 11 anni di carcere per pedofilia; in carcere scrisse un memoriale, me lo mandò per vedere di pubblicarlo e io lo proposi agli stessi editori che ora pubblicano l’articolo della Lucarelli, i quali decisero di non pubblicarlo. Forse allora non andava di moda dare voce a un presunto pedofilo.
Ma se si concludesse che esisteva un’associazione per delinquere di psicologi che strappava figli a genitori innocenti per darli a compiacenti affidatari (cosa non diffusissima, di solito si fanno avanti parenti dei bambini per l’affido) ciò non significherebbe che gli abusi sui minori non esistono e non potrebbe fare smettere la pratica di ascoltare esperti psicologi. Al momento è l’unico modo che conosciamo per venire a capo di casi così delicati. Gli strumenti vanno affinati. Ma accusare in malafede le persone dei reati di stupro è crimine gravissimo, andrebbe trattato alla stessa stregua di quei reati. Ci sono colpevoli di moda, oggi passiamo sopra a casi (e ce ne sono diversi) come quello recente della ragazza di Bolzano, che aveva denunciato due africani di un inesistente stupro solo perché aveva problemi col fidanzato, una sciocchezza, non va di moda prendersela tanto in quel caso. Allo stesso modo, il periodo in cui tutti volevano bruciare qualunque presunto pedofilo l’abbiamo rimosso in fretta. Ma io ricordo lo stesso spirito forcaiolo che vedo nel caso, non ancora dibattuto in aula, di Reggio Emilia.

Finta Mente
Ma se ogni volta che muoiono dei poveri scrivete meno male, così ce n’è di meno, ne morissero di più eccetera, perché discutete su ciò che è legale e ciò che non lo è? Voglio dire, perché perdete tempo a spazzare il marciapiedi con tutta la merda che avete dentro casa? Non potete limitarvi ad ammettere che avete la triviale speranza che muoiano quelli che vi dànno fastidio e basta? Cosa c’entra l’intelligenza? Perché tentate disperatamente di sembrare intelligenti? Arrendetevi alla vostra natura. Non rivestite di discorsi fintamente logici la banale pulsione che avete dentro. Chiunque vorrebbe che il mondo fosse popolato solo di gente che gli piace, ma solo un coglione riesce a sperare che sia possibile. Tant’è che il mondo non fa nulla per ammazzarvi, perché il mondo è molto più concreto, sa bene che persino voi siete una dei miliardi di possibilità.

A Villafrati, in provincia di Palermo, il prete fa fermare la processione davanti alla casa di un mafioso e saluta la moglie (del mafioso). Il sindaco e il maresciallo si sono allontanati dalla processione. Anche l’anno scorso il prete aveva fermato la processione, davanti alla casa di un amico dei mafiosi; anche allora il maresciallo e il sindaco si erano allontanati dalla processione.
Abbiamo chiesto al prete: “Non le sembra scandaloso e anticristiano questo atteggiamento? Il sindaco e il maresciallo hanno manifestato dissenso”.
Il prete ha risposto: “Sì, ci sono fedeli che si allontanano dalla chiesa e questo è molto triste. Ma spero che il sindaco e il maresciallo si ravvedranno e torneranno nel gregge delle pecorelle di Dio”.

Alcuni esponenti del governo dicevano che l’Europa è un’accolita di ubriaconi e di ladri e non si può permettere di giudicare un paese serio e onesto come l’Italia. Questo perché l’Europa stava avviando una punizione nei nostri confronti.
Poi la cosa è rientrata, l’Europa dice che tutto sommato si può ancora fidarsi di noi. Quegli stessi esponenti del governo di cui sopra, dicono che l’Europa ha capito che noi facciamo le cose sul serio.
E se fossimo incappati in una punizione? Non oso pensarci. Dev’essere come quando una non te la dà e dici agli amici che è una puttana.

I giornali hanno scritto che la sinistra ha illustrato la sua proposta per uscire dalla crisi, per affrontare le sfide del futuro e per far tornare la fiducia dei giovani nella politica. Dal 2015, 500.000 giovani studiosi e disoccupati sono scappati dall’Italia per cercare lavoro all’estero. I giornali hanno scritto che la sinistra ha una proposta per invertire la tendenza.
La sinistra ha fatto causa ai giornali: “Basta con queste fake news! ogni volta che lanciamo proposte perdiamo voti. Il momento di rilancio dei nostri voti è stato proprio quando non abbiamo fatto un cazzo e non vogliamo perdere questo vantaggio. I giornali devono smetterla d’inventarsi storie, non stiamo facendo niente in questo momento, e vogliamo gridarlo con forza. Gli elettori non devono farsi trarre in inganno da queste bufale fuorvianti: sia chiaro che noi non stiamo proponendo nulla!”.

Incredibile! In Italia è in arrivo una nuova ondata di calura con temperature sopra i 40 gradi. La cosa è davvero inspiegabile, a memoria d’uomo non era mai successo che a luglio facesse caldo. E qualcuno ha ricordato che un’altra bizzarria è successa quest’inverno: a dicembre ha nevicato! Qualcuno è tornato a parlare di macchine per controllare il clima in mano a qualche ricco scriteriato. Tuttavia la Cia ha deciso di spezzare la sua cortina di segretezza per diramare un segreto di Stato.
Al diavolo la segretezza, ha esclamato, quando si tratta di salvare vite umane! E ha fatto pubblicare la seguente frase, forse in codice: “Bevete molta acqua”.

Ora, che a Medjugorie ci sia qualcosa di magico è chiaro. In pochi anni Paolo Brosio ha avviato un fiorente business dei pellegrinaggi e la sua azienda va a gonfie vele, non è già un miracolo questo? Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe riuscito a combinare qualcosa nella vita? Leggo uno dei suoi volantini, 2016, prezzi vecchi: 3 notti a Medjugorie 599 euro. Lo so, state già bestemmiando, cazzo, sono 200 euri a notte! Adattandomi un po’, per metà dei soldi mi faccio 3 notti ad Amsterdam e ci trovo anche la droga e le puttane!

Il sindaco vieta il concerto rock perché si tratta di una musica che genera crimine. Abbiamo chiesto al primo cittadino, esponente del partito della Famiglia (non si sa di che famiglia a dire il vero), di spiegarci il motivo del suo diniego. La sua risposta è stata:
– Cosa vuol dire diniego?
– Insomma, perché nel suo paese, a parte il concorso per cori alpini, non ci sono concerti con altre forme musicali?
– Perché la musica epilettica, come ad esempio il rock, crea nella mente dei giovani danni inimmaginabili.
– Che danni crea?
– Non lo so, sono inimmaginabili, non mi ci metto neanche a provare a immaginarli.
– E dunque perché preoccuparsi?
– Ma lei ha idea di cosa può significare ascoltare quella musica 24 ore al giorno?
– Beh, immagino che anche un pompino, se prolungato per 24 ore, possa destabilizzare, mica solo il rock, cosa facciamo, proibiamo i pompini?
– Ca va sans dire! Quella cosa che lei ha appena nominato è bandita dal pensiero!
– Insomma, potremo mai sapere quali danni crea il rock nella mente dei giovani?
– Forse in futuro l’uomo potrà immaginare cose che adesso non immagina, ma al momento, quei danni sono inimmaginbili, perciò è meglio non parlarne più.

In molti mi dicono che dovrei controllare le fonti, fare ricerca, assicurarmi della verità prima di riportare una notizia che sta scritta sui giornali. Insomma dovrei fare quello che dovrebbero fare i giornali. Ma non è mestiere mio. Sono andato a cercare la smentita dei tagli alla scuola, io ministero ha scritto che mancano dei soldi nei conteggi perché non hanno messo quelli dei prossimi anni (ma non so dirvi perché non l’abbiano fatto) inoltre c’è scritto che l’intenzione è quella di occuparsene con future leggi (quanto future non vi so dire) e quindi riporto quello che vi piace sentirvi dire, da una nota del m5s:

“Per la scuola stiamo portando a casa misure positive, che vanno dalla stabilizzazione dei precari all’aumento delle assunzioni dei docenti, dall’inclusione degli studenti con disabilita’ all’innovazione delle metodologie didattiche, essenziali per rilanciare questo settore partendo da nuove e più solide basi”.

Bene, tutto bene dunque, non c’è scritto come lo fanno ma lo fanno. Ora credo siate più contenti. Una notizia vera; a dire il vero, come sempre, anche stavolta non ho passato due giorni a a leggermi tutti i giornali in cerca di conferme, ma magari messa così vi piace di più.

Qualsiasi attività cerebrale funziona tramite link. Il link è un collegamento, che può essere fisico-neuronale, cioè il modo in cui le sinapsi cerebrali sono collegate tra loro, e può essere astratto, cioè una visione o una sensazione possono creare collegamenti tra i ricordi di altre sensazioni.
La connessione non è sempre diretta, a volte prende vie traverse.
Lakhof, nel suo celebre esempio sull’espressione “non pensare all’elefante”, frase che ci fa inevitabilmente pensare proprio a un elefante, dice che la sera in cui Nixon apparve in televisione dichiarando: “Non sono un bugiardo” tutti pensarono che era un bugiardo. Il cervello salta le connessioni evidenti per concentrarsi su percorsi alternativi.
Di solito un link tende ad addentrarsi nel groviglio, tende a salire nel livello della complessità. Se qualcuno pronuncia la parola “cane” il nostro cervello apre la cartella dei cani e sceglie un cane specifico, stabilisce un colore, una forma, che la semplice parola “cane” non specifica; il link tende ad un pensiero più complesso.
In genere.
Oggi sembra che, con la connessione generalizzata tra gli esseri umani, il cervello segua il percorso inverso. Sembra che si tenda a semplificare. Se io leggo che uno spacciatore ha ucciso una prostituta, mi disinteresso della storia in sé, non m’interessa sapere chi era quella donna, perché si prostituisse, se lo facesse da poco, se fosse una fuggitiva o una residente, non m’interessa sapere cosa spacciava quell’uomo, quale giustficazione abbia addotto. Torno al livello precedente: due delinquenti collidono, uno muore, l’altro è arrestato.
Tutto quadra quando le cose sono semplici.
I costruttori della complessità sociale dipingono l’immagine di un mondo semplice, facile da interpretare, voglio sapere da che parte sto. Se rapisci un bambino non gli puoi dire che l’hai rapito, non sarebbe collaborativo, allora gli racconti una storia molto semplice, stiamo andando al parco dove ti aspetta la mamma che ha mandato me. Siamo bambini sociali, abbiamo bisogno di una storia semplice, abbiamo bisogno che i nostri aguzzini ci tengano la mano. Qualcuno mi dica come la penso. Voglio sapere se devo odiare o amare, temere o abbracciare. Ruoli precisi e chiari. Ho letto che una mamma è uscita dal coma, mi commuovo perché era una mamma. Anche la prostituta aveva dei figli, era una mamma, ma nessuno scrive “Mamma uccisa dal vicino di casa”, metterebbe confusione nei ruoli, molto più semplice “Spacciatore uccide prostituta”. Così è più chiaro, ora ho capito meglio, la prostituta, mamma, studentessa, è andata in coma, ma non ne è uscita, era troppo complesso farlo, avrebbe creato confusione. Le mamme escono dal coma, le puttane muoiono, e io capisco meglio il mondo. Meglio deviare da quella storia complicata del vicino di casa che è amico del padre del bambino e deve tenere impegnata la mamma, che è anche prostituta, mentre il padre va a prendere il bambino e gli dice andiamo al parco, ci aspetta la mamma, siamo tornati insieme; ma poi qualcosa va storto, la donna diventa violenta, l’uomo la bastona. No! Non raccontatemi queste storie, sono troppo complesse. Non voglio uscire dal mio coma dove il pensiero è lineare. Ma il fatto è che c’è gente che ce l’ha con me, che vuole svegliarmi!
E allora comincio a odiare tutti quelli che mi dicono che il mondo è complesso, e anche quando qualcuno mi descrive una complessità io semplifico il suo pensiero, devo ridurre il suo discorso dodecaedrico dentro il quadrato della mia stanza cerebrale, taglio angoli, sego sezioni, finché non riduco il discorso dell’interlocutore a un discorso quadrato, bidimensionale, comprensibile. Ecco, adesso posso dire che lui è un cretino.