La tosa e lo storione, recensione

Il Gazzettino – 12 Novembre 2007
Teatro completo e 15 minuti di applausi
di Gian Antonio Cibotto

Mira (Ve)
Per il suo monologo tragicomico Natalino Balasso è stato applaudito dal pubblico, che aveva occupato tutti i posti, per quasi un quarto d’ora. Segno che la vicenda di fantasia nella quale l’autore e attore ha coniugato il gusto per la comicità popolare con la passione per le vicende di sapore storico-folkloristico, ha colpito l’animo dei presenti in sala. E questo fin dalle prime battute del monologo, che racconta la storia della gente che viveva calata in Basso Polesine, all’incirca negli anni trenta, quando la popolazione della Bassa viveva della pesca, lottando contro insidie d’ogni genere, a cominciare dalla violenza del mare.La bravura di Balasso è massima nel descrivere una realtà, raccontata senza mai piegare nella retorica, come ha scritto nei giorni scorsi Chiara Pavan («Balasso si sente anacronistico: “Non scrivo storie di cronaca, non mi sento neorealista, nè faccio documentari. “La tosa e lo Storione” è ambientato negli anni trenta, osserva la provincia che vede il mondo sull’orlo del precipizio bellico, e sogna il colpo di fortuna che sconvolge la vita”»).L’attore si avventura sull’attualità, ama le storie che possono svelare qualcosa dell’oggi, che toccano corde che ci riguardano tutti. E lo fa sposando la sua comicità con la storia e il folklore nel più felice dei modi.
G.A. Cibotto