Velodimaya: Balasso, Schopenhauer e il puffo

Il pop incontra la filosofia e ne esce Velodimaya by Natalino Balasso. Un’occasione per ridere e pensare alle nostre sciocche certezze.
di Omar Manini (www.whipart.it * 15/12/2014)

Teatro Nuovo, Udine – Natalino Balasso porta il suo nuovo spettacolo Velodimaya a Udine per le stagioni crossover di CSS _Teatro Contatto e Teatro Nuovo Giovanni da Udine e riempie la sala di buon umore, scavando con ironia e sottigliezza tra le pieghe della nostra realtà. 


Prendendo in prestito dall’amico Arturo (Schopenhauer) il concetto chiave di una realtà illusoria e impossibile da oggettivare in quanto trasfigurata, nascosta da un velo, ci aggiunge il suo personale estro comico che ha nel puffo proiezionista l’esempio più folle e insieme lucido. 


Un esserino inserito nella testa di ognuno che ci fa vedere ciò che noi desideriamo, moltiplicando così le possibili chiavi di lettura e rendendo impossibile stabilire un unico punto d’incontro. 


Ecco che Balasso, con estrema, consumata naturalezza, costruisce un monologo che evidenzia con mille esempi e paragoni quanto la vita che viviamo sia immersa in una specie di nuvoletta che sorvola la realtà delle cose per rileggerla dal nostro interessato punto d’osservazione. 


Il risultato di tutto ciò è un’inconsapevole menzogna che diamo in pasto a noi stessi e agli altri, spesso combattendo e sopraffacendo in nome di ideali alterati. 


Alla fine ridiamo di noi e dei nostri limiti, ci riconosciamo in comportamenti che tutto hanno a che fare tranne che con la fede nella scienza esatta così esaltata, divinizzata. 


Velodimaya è una specie di mappa del pensiero contemporaneo nella quale il ridere è una conseguenza necessaria del racconto, non una finalità. Navighiamo attraverso il racconto dei desideri e delle paure dei nostri attuali compagni d’avventura in questo lembo di terra. […] Siamo dentro un film, ciascuno di noi recita un personaggio, chi meglio, chi peggio, ma tutti facciamo finta. […] Visti da lontano, in questo nostro affannarci, anche nel nostro inciampare, facciamo ridere. (N. B.) 


In una scenografia minimale – un pulpito, una bellissima micro-città di cartone sullo sfondo – il Nostro si chiede con un bellissimo paradosso se il suo sia teatro, privo com’è di una storia, di un attore accademico, di un’impronta produttiva classica o sperimentale, e poi ci dimostra come solo sapendo raccontare i vizi e le contraddizioni dell’umanità si possa fare Teatro di qualità. 


Divertente e amaro insieme, lo show è un nutrimento per la mente sicuramente non esente da pecche (onestamente la parte dedicata al linguaggio e alla lingua è una parentesi stanca), ma riscattate con pagine di alta qualità.



VELODIMAYA


testo scritto e interpretato da Natalino Balasso

scene/luci: Rita Scarpinato

luci a audio: Suonovivo BG

musiche: Nathaniel Basso

e… organizzazione Simonetta Vacondio

Produzione durata Voto
Teatria srl
140 min. senza intervallo 



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