Viaggiatori di Pianura, un gioiello di gran classe

Corriere Mercantile – 1 marzo 2009
“Viaggiatori di pianura”: un gioiello di gran classe
All’Archivolto
di E.Q.

Due parole per dire quanto era raffinato, ricco di spunti, ben scritto e ben recitato “Viaggiatori di pianura. Tre storie d’acuqa”, ospitato al Modena dal Teatro dell’Archvolto. Gabriele Vacis (anche regista) e Natalino Balasso (anche interprete) hanno immaginato un incontro fra sconosciuti su un treno. Iniziano a chiaccherare e scoprono che tre di loro sono sopravvissuti a catastrofi dovute alla forza dell’acqua: l’alluvione del Polesine nel ’51, lo tsunami nel 2004 e l’uragano Katrina nel 2005. Laura Curino nei panni della signora Gina si conferma narratrice di stoffa rara, mentre Balasso sovrasta la sua fama di comico dando vita a un bluesman italo-americano pieno di umanità antiretorica. Cristian Burruano, più giovane, sta bene al passo. I racconti si intrecciano descrivendo mondi e mentalità lontanissimi fra loro: la vita di paese della Bassa Padana del dopoguerra, i bassifondi di New Orleans dove nasce il blues, i resort thailandesi con animatori e signore in cerca di sogni. Tutto si amalgama in uno scambio semplice e amichevole fra i viaggiatori, in cui si inserisce un garbato allarme contro la speculazione. La regia con l’uso originale e per niente invadente di video, proiezioni, rumori e musica ricama le ambientazioni intorno a ogni personaggio e ogni parlata. Si vedono fotografie, il paesaggio che sfila dal finestrino, gocce di pioggia, gli omini di Keith Haring. Un piccolo, poetico spettacolo di classe, molto applaudito dal numeroso pubblico. (e.q.)